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RADUNO CAMPER 29-30 settembre e 1 ottobre a VOLTERRA (PI)
Oggetto: RADUNO CAMPER 29-30 settembre e 1 ottobre a VOLTERRA (PI)
Data invio: 2017-06-26 07:22:38
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RADUNO CAMPER
29-30 settembre e 1 ottobre a VOLTERRA (PI)

LA PERLA TOSCANA: VOLTERRA E I SUOI TESORI

Volterra è un comune italiano di circa 10.000 abitanti situato nella provincia di Pisa, in Toscana. Arroccatta su di un colle posto alla confluenza della Val di Cecina e della Val d'Era a 545 metri di altitudine, la sua posizione ci offre un bellissimo panorama di cui si può godere da qualsiasi angolo.
Poche città al mondo al pari di Volterra sono in grado di offrire un'immagine nitida del tempo passato e del susseguirsi delle diverse civiltà. Infatti, così come il suo terreno è contraddistinto dal sovrapporsi dei segni delle ere geologiche che costituiscono la millenaria storia del colle volterrano, così l'impianto urbano mostra tracce del lento sovrapporsi delle opere dell'uomo che ne hanno modificato, in tremila anni, l'assetto originario.
La storia di volterra è suddivisibile in quattro periodi principali:

  • Il periodo etrusco e romano

  • Il Medioevo

  • Il Rinascimento

  • Dal 1800 ai giorni nostri

I primi insediamenti umani nel territorio volterrano risalgono al neolitico, ma è solo grazie agli etruschi che a partire dal VII sec. a.C. si può parlare di abitato; furono loro, infatti, a concludere il processo di aggregazione tra i vari insediamenti del colle.
Velàthri, così si chiamava allora Volterra, era uno dei centri principali tra le dodici lucumonie di cui era composta la nazione etrusca, basti pensare che contava all'incirca 25.000 abitanti. Fu in questo periodo che si costruì la grande cinta muraria, anche oggi in parte visibile, la cui estensione era di oltre 7300 metri.
Intono al IV sec. a.C. Velàthri divenne la più importante base strategica della valle inferiore dell'Arno, raggiungendo così il suo massimo splendore. Tale indipendenza rimase indiscussa fino al III sec. a.C., quando i popoli dell'Etruria vennero sconfitti nella lotta contro Roma (283 a.C.).
Se in un primo momento i rapporti tra le due città erano buoni, nel momento in cui scoppià la guerra civile tra Mario e Silla la situazione cambiò. Essendosi schierata a favore di Mario infatti, Silla guidò in prima persona l'assedio di Volterra che si arresa dopo due anni, subendo un devastante saccheggio.
Le conseguenze della sconfitta furono gravi ma non irreparabili, infatti dopo l'abdicazione di Silla si riuscì a riottenere molte terre e a godere di un periodo, anche se breve, di prosperità. Furono questi gli ultimi bagliori: essendo la città isolata e non più necessaria come fortezza, si ebbe una grande crisi che in epoca imperiale portò alla decadenza di Volterra, che in questi anni non ha lasciato tracce di sé.
Sappiamo che a partire dal V secolo d.C. Volterra divenne sede di una diocesi, il cui territorio era molto vasto. Nel IX-X secolo prese sempre più piede il potere temporale dei vescovi, favorito dagli stessi imperatori, che a Volterra raggiunse il suo culmine all'epoca di Graziano Pannocchieschi. Governatore e vescovo dispotico, fu proprio lui la causa della rivolta contro il potere vescovile: venne infatti massacrato dal popolo inferocito sulla soglia del Duomo (1170).
Nel 1200 si iniziò a costruire Palazzo dei Priori, simbolo del potere comunale, la cui costruzione fu tanto veloce quanto fu rapido il calo dell'influenza dei vescovi sulla città.
A cavallo tra il XIII e il XIV sec. anche a Volterra divamparono le lotte tra Guelfi e Ghibellini, guidate rispettivamente dalle famiglie Belforti e Allegretti. Nel 1340 gli Allegretti vennero cacciati dalla città, che a quel punto vide il passaggio dal comune alla signoria, politicamente molto vicina a Firenze, con a capo i Belforti. Questi vi rimasero fino al 1472, anno in cui Volterra cadde definitivamente in mano a Firenze e vi rimase per lungo tempo.
Nel 1600/1700 la città subì un grande calo demografico a causa della crisi economica che colpì la Toscana del tempo, accellerata dalle epidemie di peste e dalla disastrosa siccità. Una ripresa si ebbe dopo il passaggio del Granducato alla famiglia dei Lorena (XVIII sec.), periodo in cui anche la lavorazione dell'alabastro trovò nuovi sbocchi commerciali.
Dopo l'annessione del Granducato alla Francia, Volterra diventò una sottoprefettura napoleonica ed è in questo periodo, che va dal 1808 al 1818, che moltissime opere d'arte furono rubate alla città.

Volterra è racchiusa nell'antica cerchia muraria, in cui è possibile distinguere le mura etrusche da quelle medievali risalenti al XIII secolo. Le porte di accesso al centro storico sono quattro: Porta Selci, Porta all'Arco, Porta San Francesco e Porta Fiorentina.
All'interno della cinta muraria è rimasto intatto l'antico borgo, che si sviluppa intorno alle due piazze principali della città: Piazza dei Priori, al centro della vita politica cittadina, e Piazza San Giovanni, fulcro della vita religiosa.

 

E' possibile visitare monumenti di grande rilievo storico ed artistico sia passeggiando per le vie del centro storico, sia visitando i vari musei cittadini. Consigliamo infatti di visitare il Museo Etrusco, la Pinacoteca Civica, l'Ecomuseo dell'alabastro, la Sala del Consiglio comunale, così come il Teatro Romano e l'Acropoli Etrusca.
Accanto a questi monumenti si può trovare un paesaggio incontaminato, una qualità della vita ancora a dimensione umana e un artigianato artistico unico al mondo: l'alabastro.

 

IL NOSTRO RADUNO

Le cose da vedere a Volterra sono tantissime e, con questo raduno, cercheremo di conoscere almeno una parte dei tesori che questa città offre, grazie alla visita guidata che faremo sabato pomeriggio.
Cercheremo poi di assaporare i gusti ed i profumi di questo meraviglioso territorio, grazie ad un "percorso del gusto" che faremo sabato sera al ristorante Don Beta.
La domenica mattina invece scopriremo la magia dell'alabastro con la visita nell'antica bottega Rossi.

Il Ristorante "Don Beta"

Il Ristorante "Don Beta" si caratterizza per i suoi 40 anni di esperienza, che si è tramandata di padre in figlio.
Il locale si trova nel centro storico ed è finemente ristrutturato: si tratta di un tipico ristorante dai profumi toscani, suddiviso in più sale da pranzo tra cui cantinette per degustazione e sale più ampie. La cucina è la tipica cucina dai sapori toscani e nelle accoglienti sale si possono gustare i sapori di una volta.


Rossi abalastri
L'alabastro è il tradizionale artigianato della città, sfruttato fin dal tempo degli etruschi e vanto esclusivo di Volterra in tutto il mondo. Costituito da solfato di calcio idrato da qualità di colore diverso, l'alabastro volterrano viene scavato nella zona limitrofa della città (in particolare nelle cave di Castellina Marittima).
Oggi sono poche le botteghe artigiane rimaste nel centro storico, ma ad esse e a quei pochi veri artigiani che in esse lavorano è affidata la conservazione della tradizione ed il compito di indirizzare la produzione verso la sua rinascita. Infatti, d
al 1912 a Volterra, "Rossi alabastri" è l'azienda che più di tutte unisce alla tradizione figurativa scultorea la completezza della gamma dei prodotti in alabastro.

 

Ringraziamo il Comune di Volterra per l'accoglienza e l'Associazione Pro Volterra per la collaborazione nell'organizzazione di questo raduno.

PROGRAMMA NEL DETTAGLIO
(per ragioni organizzative il programma potrebbe subire variazioni)

Venerdì 29 settembre 2017: dalle ore 18.00 accoglienza degli equipaggi presso l'area di sosta a noi riservata in Viale dei Filosofi (Area Comunale P3 Fonte di Docciola). In pochi minuti, passando per Docciola tramite una scalinata, si arriva in centro.

 

Sabato 30 settembre 2017: mattina libera (possibilità di andare al mercato settimanale). Consigliamo di visitare il Museo Etrusco, la Pinacoteca Civica, il Museo di Arte Sacra (attualmente in restauro) e l'Ecomuseo dell'Alabastro.
Ore 15.00: visita guidata della città.
Ore 20.00: cena presso il Ristorante Don Beta.
Il menù (compreso di acqua e vino) si compone di:

    - Antipasti: affettato toscano e bruschette
    - Primi: pici al ragù e minestra di fagioli e farro
    - Secondi: cinghiale alla maremmana e tagliata al rosmarino
    - Contorni: patate al forno e fagioli bianchi toscani
    - Dolce: torta di frutta

 

Domenica 1 ottobre 2017: Alle ore 10.30 visita guidata all'antica bottega Rossi, per scoprire la lavorazione dell'alabastro. Vedremo le varie fasi di lavorazione di questo minerale molto duttile, che può riprodurre a scala ridotta dei motivi decorativi ricchi di dettagli e che ancora oggi si lavora con gli stessi metodi del passato.
Rientro libero.

 

QUOTA DI PARTECIPAZIONE

Adulti euro 45 a persona; bambini da 0 a 3 anni gratis; bambini da 4 a 10 anni euro 20,00.

La quota comprende le spese di rimborso organizzativo, il parcheggio, la visita guidata del sabato pomeriggio, la cena del sabato sera, la visita della domenica mattina.

PRENOTAZIONI

Il numero massimo dei partecipanti è fissato in 45 equipaggi o 100 persone.

 

La prenotazione è obbligatoria e si suggerisce a chi è interessato a partecipare, di

prenotare prima possibile per non rischiare di trovare il raduno già completo.

Le adesioni dovranno pervenire all’Associazione Regionale inCHIANTI, via G.di Vittorio, 48 –

50029 Tavarnuzze Impruneta (FI) –   e-mail inchianti@virgilio.it , preferibilmente ore serali  cell. 3470159370  tel 055 2020444 (Cecilia) oppure    - cell. 3386380383 – tel. 055 2312664 (Villelmo).

Importante: al momento della prenotazione dovrà essere effettuato un versamento su cc/pp n. 26188508 oppure un bonifico bancario utilizzando il codice  IBAN IT40N0760102800000026188508 intestato a Associazione Regionale inChianti, dell’importo di € 20,00 a persona ed inviare copia della ricevuta di versamento via Fax al n.  055-2020444. L’acconto  è necessario per motivi tecnici organizzativi. In caso di disdetta, che dovrà pervenire almeno quindici giorni prima del raduno, l’acconto versato sarà annullato e restituito, mentre in caso di annullamento in tempi successivi l’acconto NON potrà essere restituito.

 

Si ricorda che non verranno accettate adesioni se non è stata fatta richiesta di prenotazione per telefono o via email per accertare l’effettiva disponibilità

 

SUGGERIMENTO: per essere informati dei nostri raduni registratevi al nostro sito www.inchianti.org

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